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  • Livia Iacolare 1:09 AM on November 24, 2011 Permalink | Reply
    Tags: , innocenzi, propp, santoro, travaglio, TV   

    Fiorello, lo schema di Propp e la nostalgia di B. 

    Sono tanti i giornali, i blog ed i programmi televisivi nati sulla scia dell’antiberlusconismo. Ora che l’antagonista si è ritirato, che ne sarà di questi prodotti? In cosa si trasformeranno? E’ troppo presto per dirlo ma una cosa è certa: la plateale uscita di scena di Berlusconi è un evento importante dal punto di vista socio-culturale prima che politico e innescherà presto dei meccanismi che richiederanno una revisione delle strategie dell’editoria italiana. Serviranno contenuti nuovi e volti nuovi. Sarà necessario abbandonare la retorica del vittimismo, delle arene televisive e del cave canem per abbracciare nuove forme di intrattenimento e di informazione.


    Lo schema di Propp si è risolto nel modo più classico: il cattivo è stato eliminato. Come in tutte le fiabe, ciò che ci è dato sapere dell’eroe è che “visse felice e contento” ma la sua felicità e la sua contentezza non vengono mai raccontate. L’eroe torna all’anonimato ed alla mediocrità; perde la sua brillantezza ed il suo fascino. Le sue imprese future non suscitano clamore. L’eroe non è più tale perché non ha un antagonista, un vento contrario che lo infiamma. Questo mi fa pensare ai vari Santoro, Travaglio, etc. La nostalgia del nemico potrebbe opacizzarli e metterli in crisi… a meno che non trovino subito un degno sostituto di B.

    In questi anni il pubblico televisivo è stato letteralmente spaccato in due: da un lato i frustrati accecati dalla rabbia, dall’altro i lobotomizzati tronistòtropi. Entrambe le categorie hanno subito danni gravi. Spettacoli come quelli di Fiorello puntano a riavvicinare questi due blocchi cercando di creare un terreno comune, rincorrendo il compromesso tra la battuta fine e intelligente e quella più prosaica e pedestre, tra lo sfottò sfrontato della dirigenza RAI e le considerazioni sul culetto della Merkel.

    A piccole dosi, #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend prova a creare un ponte tra due continenti alla deriva e getta le basi di un intrattenimento televisivo non condizionato dal fantasma di Berlusconi e del suo mondo. E’ ancora presto per fare di più (anche a livello di qualità) ma questo è un primo passo; ed è un passo fondamentale.

     
    • Massimiliano Crociatelli 12:53 PM on November 30, 2011 Permalink

      Cara Livia,

      ho letto con interesse la tua disamina e la trovo particolarmente chiara e altrettanto probabile nei suoi sviluppi futuri.

      Ho trovato il tuo post proprio perchè oggi citavo la costruzione che Berlusconi ha fatto della sua immagine, ricalcando la morfologia della fiaba e i consigli cardine della sociologia, della semiotica e della psicologia. Osservato dal punto di vista opposto, cioè non più da quello proposto da Berlusconi, ma quello del popolo schiavo del re cattivo, il momento che stiamo vivendo ora è la risoluzione della fiaba, l’allontanamento del cattivo.

      Ma il cattivo non cade mai senza una certa spettacolarità: Iago viene torturato e squartato, Scar cade in un dirupo, Mussolini viene appeso in Piazza Loreto. Non esiste fiaba o realtà in cui l’antagonista “visse felice in pantofole”, e neanche da Presidente del Milan, da uomo più ricco di Italia e così via.

      La transizione operata dal governo Berlusconi a Monti confonde le idee: potrebbe essere un momento storico, un cambio di mentalità e di politica del Paese, ma come tante cose che succedono in Italia è attuato con ambigua discrezione, come la partecipazione tricolore a una guerra. Governo tecnico, pdl che minaccia, pd che continua a latitare, Alfano, terzo polo…

      Spostiamo tutto questo in televisione?
      Qui troviamo un programma come quello di Fiorello, un primo passo, un passo fondamentale. Ma in che direzione?

      Fiorello è uno showman capace e lo ha dimostrato anche durante i 17 anni di Berlusconi. Il suo successo, amplificato anche dalla perdita di appeal degli show politici o satirici, è svincolato dagli avvenimenti del Paese: se il pubblico voleva uno spettacolo che non fosse solo pro o contro-berlusconismo, era a lui che volgeva lo sguardo, così come poteva fare chiunque aspirasse a diventare personaggio di spettacolo “indipendente”. Ma l’audience che viveva di talk show, Santoro, Minzolini e i vari pro e contro, vive ancora. Quello che mi chiedo e chiedo anche a te, come a chi ci legge, è: la tv ha la forza, allo stato attuale delle cose, di formare il pubblico, di iniziare a superare il berlusconismo, o si limiterà a mostrare ciò che la gente vuol vedere, rischiando quindi di cadere in un binomio “pro” o “contro” qualcuno, ieri Berlusconi, oggi si deciderà?

      Un triangolo che collassa su sè stesso e parte dall’atavica questione: è Berlusconi che ha fatto l’Italia che ci troviamo oggi, o l’ha solo identificata e rappresentata? I film di Vanzina decerebrano gli italiani o li emulano? In buona sostanza, tra i tre vertici “politici”, “società” e “televisione/mass media” quale e come diventerà l’angolo retto (in entrambi i sensi) che formerà gli altri due?

  • Livia Iacolare 2:27 PM on February 3, 2011 Permalink | Reply
    Tags: ad, miniatures, promo, TV   

    TV series miniatures 

    A fantastic promo ad for a Belgian TV channel made by Steven Huybrechts.

     
  • Livia Iacolare 6:33 PM on February 2, 2011 Permalink | Reply
    Tags: audience, , TV   

    Real-time audience response to TV shows through social media 

    By leveraging the findings of some great researches done at MIT, Bluefin Labs delivered an impressive technology that links the shows and ads airing on TV to what audiences are saying about that content via social media streams.

     
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