Tagged: paris

Qualcosa su Parigi


Foto: “Rue Spinoza 1, Paris” di O’mages

Parigi è una città che porta con sé diversi cliché; quasi tutte le persone ci vanno cariche di aspettative e puntualmente tornano a casa con il portachiavi della torre Eiffel. Una città enorme eppure intima (c’è spazio per tutte le solitudini), collegata in maniera impeccabile (scioperi permettendo), piena di desiderio, profumi e di cose nascoste.

Diversa dalla Londra dinamica, distante dalla Berlino provocatrice, lontana dalla Madrid eccentrica. Diversa anche da Roma perché è proiettata nel futuro, anziché nel passato. Ci sono cose di Parigi che non si possono descrivere se non le si vive, come per tutte le città. Potrei citare l’atmosfera massonica che si respira nel bar des Templiers, vicino alla torre di Saint-Jacques, uno dei luoghi più esoterici della città. Oppure le pigre domeniche trascorse al Luco sul prato a guardare le statue delle regine di Francia. E ancora il Marais, con tutta la sua incontenibile vivacità, e i buonissimi falafel che fanno in Rue des Rosiers.

Il cidre bevuto la notte lungo le strade di Pigalle, il cimitero di Montmartre dove è fantastico leggere libri e intrattenersi a parlare con le vecchie signore. Poi le vetrate celestiali di Notre-Dame, il pain au chocolat che fanno in Rue du Roi de Sicilie. Senza dimenticare le crêpes Nutella et banane che preparano nei posti più improbabili. Le sere trascorse sulla Quai Saint-Bernard a guardar scorrere il fiume nero come la celluloide e quelle passate nei piccoli cinema di Montparnasse a cercare un film decente da vedere. Ci sarebbero tante cose da dire.

Conosco Parigi abbastanza da sapere dove si nascondono i controllori della metro nelle stazioni principali. So anche che i parigini non vanno mai agli Champs Élysées, se non per acquistare qualcosa al Virgin Store (perché è aperto fino a mezzanotte). Ho incontrato persone meravigliose in quella città e ne ho anche amata qualcuna. Ci torno mercoledi dopo qualche mese di assenza e già mi sento come se dovessi tornare a casa.

“Il tempo è un’invenzione delle persone incapaci di amare”