Omosessuale, eterosessuale, non importa

ansa171769170911174327_big La campagna contro l’omofobia promossa dal Governo (qui l’audio della conferenza stampa) passerà alla storia più per ciò che rappresenta per il nostro Paese che per la sua reale efficacia. Dubito che il quiz a risposte multiple confezionato dai collaboratori del ministro possa sortire l’effetto sperato. Credo che questo lo sappiano anche le associazioni LGBT che hanno applaudito l’evento. Quello di cui abbiamo bisogno nel nostro paese non sono aborti di leggi e campagne pubblicitarie contro l’omofobia: servono leggi e diritti che riconoscano la pari dignità civile delle persone LGBT. Non ha senso parlare di lotta all’omofobia quando il Governo è il primo a non riconoscere i diritti delle persone che ne sono vittima. Punto.

Bisogna promuovere in tutti i campi una cultura delle differenze (non quella dell’appiattimento culturale) che getti una luce fresca e positiva sul mondo LGBT: è deleterio dover affrontare certi problemi sempre dalla prospettiva più oscura e negativa (ovvero, partendo dalla violenza e dalla frustrazione). Accantoniamo i toni pesanti e i colori tetri e mostriamo ciò che veramente è il mondo LGBT: colore, vita, desiderio di amare in libertà. Per l’analisi lucida e dettagliata della campagna vi rimando a quanto hanno già scritto i miei due amici Claudio e Barbara. Intanto chi volesse rimboccarsi le maniche per smuovere un po’ le cose può partecipare all’incontro per la preparazione del GayCamp e dei progetti Web ad esso collegati. Ci incontreremo il 18 Novembre alle 19:00 presso il Negozio Civico di Chiamamilano (zona San Babila). Tutti sono i benvenuti: omosessuali, eterosessuali… in questo caso davvero non importa.