Questa mattina mi sono alzata prestissimo per vedere l’ultima puntata di Lost in sincrono con gli americani ed il resto del mondo. E’ stata un’esperienza memorabile ed estremamente emozionante. Ho letto che alcune persone sono rimaste molto soddisfatte; altre hanno detto che è stata una gran cavolata. Io l’ho trovata giusta e impeccabile. Molte persone attendevano la fine di Lost per dare un senso a questa serie, come se il senso fosse solo nell’escatologia. E’ un po’ come giudicare una persona dal modo in cui muore: piuttosto riduttivo, non trovate?
Lost è uno show che ci ha fatto pensare e ci farà pensare ancora per tanti anni. E’ una serie che si fonda sulla libera interpretazione. Il suo senso è questo e sarà sempre questo. Che ci piaccia o no. Certo, ora che Lost è terminato siamo tutti più rassicurati su come siano andate le cose… anche se non tutte le domande hanno trovato delle risposte. D’altronde solo uno stupido avrebbe potuto pretendere che una serie così appassionante terminasse con delle FAQ. Il regalo più bello di J.J. Abrams & Co. è proprio quella scatola misteriosa (potremmo anche chiamarla “scatola nera”, a questo punto) che rimarrà chiusa per sempre.
Ma ora passiamo alle cose poco serie: in questo momento sono in ufficio, indosso una faccia di gesso e godo da morire nel vedere il terrore negli sguardi delle persone che non l’hanno ancora vista. Ogni parola che dico (fumo, statua, grotta, backgammon, bussola, isola) viene interpretata come un indizio. Perfino la mia mimica facciale viene analizzata in ogni suo dettaglio per decifrare la benché minima emozione. Loro sanno che io so. Vorrebbero sapere ma, al contempo, non vogliono sapere. Esattamente come voi che ora vi state chiedendo perché io abbia citato alcune cose tra parentesi. Io, ovviamente, non dirò nulla. E’ puro sadismo e me lo sto gustando fino in fondo.
P.S. un sincero “PRRRR” a tutti quelli che si vantano di aver visto solo la prima puntata di Lost :)