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La protettrice dei femminielli

Le persone a Milano (e nel resto d’Italia) pensano che questa città sia una sorta di paradiso per gli omosessuali italiani. In parte è vero, anche se in realtà si tratta di un fenomeno recente. A questo proposito ci tengo a mostrare un aspetto importantissimo della cultura napoletana che potrebbe riservare moltissime sorprese agli ignari.

In questo reportage de La7 si esamina l’antichissima tradizione dei “femminielli” e la loro devozione nei riguardi della popolarissima Madonna Schiavona. Vi stupirete dell’apertura mentale che possono avere persone che vivono la religione nel rispetto delle più antiche tradizioni.

Questo ovviamente non cancella le manifestazioni di omofobia che si verificano ogni giorno anche a Napoli: è solo un modo per ricostruire i pezzi di un fenomeno culturale che, per quanto mi riguarda, mi rende orgogliosa di essere quello che sono e di essere nata in quei luoghi. La storia dei femminielli a Napoli può essere approfondita qui e qui.

Vita artificiale

A proposito del “Caso Eluana”, l’ateo Enzo Jannacci dichiara al Corriere della Sera:

Se si trattasse di mio figlio basterebbe un solo battito delle ciglia a farmelo sentire vivo. Non sopporterei l’idea di non potergli più stare accanto.

Il punto è questo: quanto egoismo ci può essere in una frase come questa?
Non aggiungo altro.

Essere gay in Iran

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Ripensando al bellissimo film Milk, stasera ho rivisto un documentario sulla vita delle persone omosessuali in Iran (se vi interessa lo trovate qui). Si tratta di una raccolta di testimonianze importantissime che meritano di essere viste, condivise e commentate. Conoscevo già la situazione in quel paese perché ho avuto modo di entrare in contatto con diversi gay e lesbiche a Teheran. Questi ragazzi rischiano seriamente la vita semplicemente per il solo fatto di esistere e hanno bisogno di supporto morale ed economico. Per questo motivo vi invito caldamente a devolvere una cifra – anche simbolica – all’Iranian Queer Railroad (nuova denominazione del PGLO citato nel documentario).

Le mie risoluzioni per il 2009

Seguendo la tradizione inaugurata l’anno scorso, ecco la versione 2009:

1) Esplorare nuove strade;
2) Arredare la casa senza andare all’IKEA;
3) Scrivere più spesso con la penna (che detto da un’ex calligrafa fa rabbrividire);
4) Fare più sport o almeno fingere di farlo;
5) Riprendere a fare teatro o studiare regia;
6) Mettere la testa a posto e trovare finalmente qualcuno che mi prepari da mangiare e svolga le faccende domestiche gratis;
7) Concretizzare almeno uno di questi buoni propositi.