Valerio non è solo un caro amico e collega di lavoro… è un personaggio vero e proprio! Ora è nel deserto del Nevada e sta realizzando un video-diario dal Burning Man Festival. Ogni giorno ci spedisce un nuovo video attraverso il sito e noi lo portiamo in TV. Sta vivendo un’esperienza a dir poco eccezionale e se volete potete seguire le sue avventure e commentare i suoi video in questa sezione del sito di Current. Ecco uno dei video che ci ha inviato di recente (e che mi fa sganasciare dalle risate):
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Le serie televisive e il Web: il caso di The L Word
S ame sex. Different city. Questa è la tagline di The L Word, una delle serie televisive americane più rivoluzionarie degli ultimi cinque anni. I fan di Sex and the City coglieranno sicuramente la citazione ironica. The L Word è ambientata a Los Angeles e racconta le storie di un gruppo di amiche lesbiche.
A dire il vero le differenze tra Sex and the City e The L Word sono tantissime e risiedono proprio nella quintessenza di quest’ultima, che affronta con grande realismo temi che mai nessuno aveva osato portare sul piccolo schermo. Tuttavia non è di questo che voglio parlare…
The L Word è senza dubbio una serie televisiva che ha investito tantissimo nel Web, realizzando una sinergia totale tra il prodotto televisivo e la sua trasposizione/percezione online. Questo è stato possibile grazie alla lungimiranza di Showtime e dei produttori della serie che hanno saputo sfruttare Internet a proprio vantaggio.
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Aborto spontaneo
Giuliano Ferrara commenta il disastro delle elezioni e non nasconde che si aspettava una partecipazione maggiore da parte degli embrioni italiani. Pare, infatti, che molti di essi abbiano avuto difficoltà a votare, essendo temporaneamente sprovvisti di mani, occhi e funzioni cerebrali avanzate.
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Dichiarazione di voto
Ci ho riflettuto a lungo e ho deciso che non voterò. Non voterò perché non mi riconosco in nessuno dei partiti in corsa per il potere. Ho sempre votato nella mia vita, ma questa volta mi rifiuto categoricamente di farlo (nonostante sia un mio dovere di cittadina). Non voterò Berlusconi perché mi fa letteralmente schifo (di quelli più a destra e di quelli al centro non voglio nemmeno parlare); non voterò Veltroni soprattutto perchè ha avuto il coraggio di appoggiare un camorrista come Bassolino (che, comunque vada, avrà sua moglie in Senato). Veltroni non mi disgusta meno degli altri: semplicemente una faccia nuova messa a rappresentare il vecchio lerciume del centro sinistra. Purtroppo la simpatia di Zoro (che adoro e voterei ad occhi chiusi) non mi convince a dare il mio sostegno al PD.
Avrei votato Bertinotti, come ho sempre fatto, ma non riesco a votare un partito che annovera tra i suoi membri un essere viscido quale è Pecoraro Scanio. Di quelli più a sinistra non mi interessa perché tanto sono inutili. Fino a quando non ci sarà una legge elettorale che mi consentirà di decidere da chi voglio essere rappresentata (indicando nome e cognome per esteso) non andrò a votare. Si tratta di una presa in giro che non tollero. Piuttosto accetterò stoicamente quello che il futuro ci riserverà e non mi lamenterò dicendo “ma questo chi l’ha votato?”. Ogni popolo ha quel che si merita e non è questo il diritto al voto per il quale i nostri antenati si sono fatti ammazzare.
Update 1: ho deciso che passerò tre volte davanti al seggio e se sentirò il bisogno di andare a votare lo farò.
Update 2: alla fine ho votato (due partiti diversi).
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