Category: TV

Variety parla di Current Italia


Mi fa molto piacere che un magazine leggendario come Variety abbia scritto di Current Italia non una, bensì due volte.

Current Italia has gotten the best ratings of the three Current channels, as well as viewer loyalty figures that are among the top for Sky Italia channels, great brand recognition, and a vibrant interaction with its online community, with some 100,000 users a day.

Current e le #hashtag

Sono tanti i canali televisivi (soprattutto americani) che da qualche mese hanno cominciato a usare Twitter per aggiungere un livello “social” ai programmi e stimolare la partecipazione dei telespettatori. Già nel 2008 Current intravide le potenzialità di Twitter quando – primo canale TV al mondo – mostrò sullo schermo i Tweet degli utenti che commentavano i presidential debate allora in corso tra Obama e McCain, invitando gli utenti a inserire #current nei messaggi. Ne è passato di tempo da allora e l’hashtag è diventata simbolo di un nuovo modo di veicolare ed aggregare le informazioni e i commenti intorno ad un tema specifico.

Il 6 Aprile 2011 Current ha lanciato la serie “Current4Change” ed abbiamo pensato di seguire l’esempio di altri canali televisivi stranieri (CNN, BBC, Discovery, etc.) invitando i telespettatori a commentare gli episodi della serie su Twitter utilizzando l’hashtag #current4change. Per farlo abbiamo utilizzato una grafica apposita inserita come secondary event. Se non vado errata è la prima volta in assoluto che una hashtag appare su un canale televisivo italiano (ovviamente se escludiamo il caso del 2008 di cui sopra, sempre ad opera di Current). L’operazione è stata poi ripetuta per il programma “Il Tritacarne” (per il quale era stata pensata in origine), trasmesso il 15 Aprile, per il quale abbiamo scelto l’hashtag #tritacarne.

Per rendere il tutto ancora più succulento abbiamo previsto anche l’esecuzione di Tweet in diretta durante la première di ciascun episodio. Quelle viste finora sono solo alcune delle potenzialità di questo strumento straordinario e stiamo già lavorando alla realizzazione di nuove sinergie tra Web e TV. Stay tuned!

Al Jazeera English experiments with social TV

Al Jazeera English is about to launch a social tv show called “The Stream”.

The core idea of The Stream is that it’s not scripted in the ordinary way. Rather than give the hosts a script, typed rundown or teleprompter cues, the producers will make extensive use of tweets, Facebook wall posts and YouTube videos from the most engaged viewers and the web at large. That’s not to say it will be crowdsourced — producers are still making decisions about what topics to cover — but it will be deeply informed by an ongoing conversation with its viewers online.

As Cory Bergman notes on LostRemote:

The biggest challenge for shows that try to integrate social media is trying to adapt an interactive display into a television world. Tweets and YouTube clips and Skype interviews can often look a little ugly and disjointed on the air, but it looks like The Stream won’t be overly concerned with attaining TV perfection. They’re also letting social media drive the show, instead of trying to tack it on.

I find particularly interesting the fact that the show won’t be crowdsourced. TV has to be scripted and produced by professionals; there’s no way we can let everyone make TV. Still, the core of the show will be content gathered from social networks. This is what I call “user-powered content” as opposite to “user-generated content”.

“Ti sputtanerò”, ovvero il trionfo della mediocrità

Con la canzoncina di Luca e Paolo “Ti sputtanerò” il duo targato Mediaset ha utilizzato sapientemente la cornice nazional-popolare del festival di Sanremo per far passare un messaggio subdolo: gli attuali problemi legali di Berlusconi sono frutto di un’opera di sputtanamento di Fini, a sua volta richiamato in causa per la questione ridicola della casa di Montecarlo (giusto per rammentarlo al pubblico, visto che non se ne parla da tempo). Insomma, alla fine è come se i due mattacchioni si stuzzicassero a vicenda. Tutto ciò non mi sorprende, dal momento che minimizzare, fare satira e spettacolarizzare sono specialità di Mediaset.

E non mi sorprende nemmeno il fatto che la canzoncina piaccia a tutti: è un’operazione orchestrata alla perfezione, perché appaga sia gli antiberlusconiani (che ormai godono già solo all’idea che qualcuno possa citare Berlusconi e Ruby nella stessa frase su RAI Uno) sia i berlusconiani convinti (che invece tendono a giustificare il loro leader buttando tutto in caciara, secondo la teoria del “così fan tutti”). Complimenti vivissimi.