Fiorello, lo schema di Propp e la nostalgia di B.

Sono tanti i giornali, i blog ed i programmi televisivi nati sulla scia dell’antiberlusconismo. Ora che l’antagonista si è ritirato, che ne sarà di questi prodotti? In cosa si trasformeranno? E’ troppo presto per dirlo ma una cosa è certa: la plateale uscita di scena di Berlusconi è un evento importante dal punto di vista socio-culturale prima che politico e innescherà presto dei meccanismi che richiederanno una revisione delle strategie dell’editoria italiana. Serviranno contenuti nuovi e volti nuovi. Sarà necessario abbandonare la retorica del vittimismo, delle arene televisive e del cave canem per abbracciare nuove forme di intrattenimento e di informazione.

Lo schema di Propp si è risolto nel modo più classico: il cattivo è stato eliminato. Come in tutte le fiabe, ciò che ci è dato sapere dell’eroe è che “visse felice e contento” ma la sua felicità e la sua contentezza non vengono mai raccontate. L’eroe torna all’anonimato ed alla mediocrità; perde la sua brillantezza ed il suo fascino. Le sue imprese future non suscitano clamore. L’eroe non è più tale perché non ha un antagonista, un vento contrario che lo infiamma. Questo mi fa pensare ai vari Santoro, Travaglio, etc. La nostalgia del nemico potrebbe opacizzarli e metterli in crisi… a meno che non trovino subito un degno sostituto di B.

In questi anni il pubblico televisivo è stato letteralmente spaccato in due: da un lato i frustrati accecati dalla rabbia, dall’altro i lobotomizzati tronistòtropi. Entrambe le categorie hanno subito danni gravi. Spettacoli come quelli di Fiorello puntano a riavvicinare questi due blocchi cercando di creare un terreno comune, rincorrendo il compromesso tra la battuta fine e intelligente e quella più prosaica e pedestre, tra lo sfottò sfrontato della dirigenza RAI e le considerazioni sul culetto della Merkel.

A piccole dosi, #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend prova a creare un ponte tra due continenti alla deriva e getta le basi di un intrattenimento televisivo non condizionato dal fantasma di Berlusconi e del suo mondo. E’ ancora presto per fare di più (anche a livello di qualità) ma questo è un primo passo; ed è un passo fondamentale.

Tutti in piedi! Web e TV si danno la mano

Venerdì scorso sono stata a Bologna per seguire l’evento “Tutti in piedi!” promosso sempre da Michele Santoro in occasione dei 110 anni della FIOM e mi sono occupata del live Tweeting sul canale di @currentitalia. Current ha giocato un ruolo chiave predisponendo tutto l’occorrente per la diretta televisiva e inviando il segnale alle TV locali che avevano chiesto l’autorizzazione a mandare in onda l’evento. E’ stato fantastico ripetere l’esperienza di “Rai per una notte”, evento mediatico dalla portata eccezionale per il quale curai personalmente il live Tweeting. Le hashtag ufficiali di entrambi gli eventi (#raiperunanotte e #tuttiinpiedi) furono lanciate proprio da Current e scalarono subito la classifica dei trending topic su Twitter nel giro di mezz’ora.

Ecco un po’ di dati relativi a #tuttiinpiedi:

Current Tv Italia è stata la prima a diffondere le medie di ascolto di “Tutti in Piedi!”: il suo 1,46% di share medio al minuto (che sale al 3,15% sul target 20-24 anni, raggiungendo in complesso una media del 16,1% per il pacchetto intrattenimento di Sky, con il picco del 35,7% con Roberto Benigni) l’ha ‘promossa’ rete più seguita della piattaforma Sky di venerdì 17 giugno, con circa 700.000 contatti netti, quattro volte superiori alla media del canale.
Fonte: Televisionando.

Qui invece si parla del Web:

Per quanto riguarda la trasmissione in live streaming, il sito de Il Fatto Quotidiano (che ha aggregato tutti i siti che hanno diffuso la diretta) ha registrato una media di 45-50.000 utenti, con picchi di oltre 70.000 utenti unici contemporanei all’uscita di Benigni.
Repubblica.it, poi, ha registrato 250.000 utenti unici durante la diretta, con una media di 85.000 utenti e il picco di 30.000 visitatori in contemporanea durante l’intervento di Benigni. Da segnalare anche il dato diffuso da Corriere.it, che parla di oltre 50.000 contatti nella serata. Fonte: Televisionando.

Partecipare all’organizzazione di due eventi di questa portata mi ha fatto capire quanto possa essere esplosiva la miscela di Web e TV. Purtroppo la maggior parte dei network televisivi europei (non cito nemmeno quelli italiani…) è ancora ben lontana dall’aver realizzato il potenziale di questi fenomeni mediatici. Ho potuto constatare che il pubblico vuole essere parte attiva del successo di questi eventi e sta rapidamente imparando ad usare i social network nella maniera più efficace. Sarà compito dei network più lungimiranti investire in tal senso e cominciare a concepire programmi e format televisivi che siano in grado di integrare nella loro struttura una componente “social” di default.

Miso e Fox: dal check in al voto in tempo reale

Ci stiamo avvicinando ad un punto di svolta nel mondo della TV e dell’engagement. Ora che le applicazioni per la social TV spuntano come i funghi in autunno è arrivato il momento di andare oltre il mero “check in”, soprattutto per i programmi in diretta ed i reality show (quelli che notoriamente generano più conversazioni online).

In tal senso Miso è l’azienda che sta facendo più sforzi per salire di livello. L’accordo con Fox per l’utilizzo della loro app durante le fasi di voto dei reality show ne è la prova.