5 comments

  1. yvonne

    WOW! Sia per contenuto che per grafica! Me lo sono persa l’altro giorno,ma al mio arrivo al bibli mi sono buttata sulle graphic novel della satrapi…per rimanere in tema,divertente coincidenza!

  2. madcow78

    Non mi trovo completamente d’accordo su due cose:
    1) mi rendo conto di vedere solo slide, ma ciò che dici riguardo il mezzo televisivo è troppo semplicistico. Sembra quasi che la tv ti condizioni e ti omologhi senza minimo sforzo. Mi sembra quasi la teoria del proiettile magico di praticamente un secolo fa;
    2)IMHO in futuro useremo gli smartphone per chattare, commentare, ma anche semplicemente inviare smiles o animoticon anche nei nei cinema. Tutte queste pratiche sociali non sono niente altro che un reload, un refresh di vecchie pratiche.
    La tv è nata come momento di consumo collettivo, come d’altra parte lo sono stati tutti i mezzi di comunicazione (grammofono, radio, tv, computer etc..) ed ora si sta tornando ad una dimensione di ascolto collettivo, però senza dare più importanza alle coordinate spazio temporali. Vedremo e commenteremo le stesse cose contemporaneamente nei 4 angoli della terra.
    Anche il cinema delle origini era molto diverso da quello attuale e dalle sue regole di comportamento sociale, basti pensare che la gente ci passava un pomeriggio intero assistendo a più spettacoli, fumava e chiacchierava commentando, anche ad alta voce, le scene.

  3. Livia Iacolare

    1) Non dico che la TV ti omologa senza sforzo: dico semplicemente che tra tutti i media esistenti è quella che ha maggiori capacità di aggregazione e, di conseguenza, più possibilità di condizionare l’opinione pubblica. C’è una differenza sostanziale. La social TV è una TV alla quale si sovrappone un layer sociale costituito da ciò che pensano i telespettatori rispetto ad un contenuto televisivo: ecco in cosa sta la novità rispetto alla “vecchia TV”.

    2) L’aspetto interessante della social TV è che l’interazione tra telespettatori che – come dici tu – prima era possibile solo in ambienti e contesti circoscritti viene portata fuori da questi ultimi. E’ questo il senso. Personalmente non credo che il cinema diventerà un ambiente social: è più verosimile che scompaia del tutto. Al cinema paghi per consumare un prodotto e non puoi metterti a chattare o a interagire con gli altri. L’esperienza di fruizione è limitata nello spazio/tempo e richiede la massima attenzione.

    Mi rendo conto che certi elementi della presentazione si perdono nella semplice lettura delle slide, ma spero di essermi espressa in modo più chiaro :)

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