Comprendere il linguaggio dei fumetti: Understanding Comics

Nella cultura occidentale i fumetti sono sempre stati relegati al livello di arte “minore”, quasi rappresentassero una forma di intrattenimento di serie C. In “Understanding Media” c’è un passaggio interessante di Marshall McLuhan sui fumetti:

“The first comic books appeared in 1935. Not having anything connected or literary about them, and being as difficult to decipher as the Book of Kells, they caught on with the young. The elders of the tribe, who had never noticed that the ordinary newspaper was as frantic as a surrealist art exhibition, could hardly be expected to notice that the comic books were as exotic as eighth-century illuminations.

So, having noticed nothing about the form, they could discern nothing of the contents, either. The mayhem and violence were all they noted. Therefore, with naive literary logic, they waited for violence to flood the world. Or, alternatively, they attributed existing crime to the comics. The dimmest-witted convict learned to moan, “It wuz comic books done this to me.”

Mi viene da pensare che fumetti non siano poi così dissimili dai videogame: fin dalle origini (ovviamente mi riferisco all’età contemporanea) sono stati apprezzati dal pubblico più giovane per via della loro originalità e del fatto che non avessero nulla in comune con la tradizione letteraria. D’altra parte, gli “anziani” non riuscivano a comprendere questa nuova forma narrativa e quindi nemmeno il suo contenuto; il risultato è che nei loro tentativi di lettura riuscivano a cogliere solo gli elementi di violenza (quelli più superficiali) e quindi attribuivano l’incremento del crimine tra i giovani alla diffusione dei fumetti. Insomma: sempre la solita solfa.

Nel libro “Understanding Comics” l’illustratore e teorico Scott McCloud prova ad abbozzare una storia dei fumetti partendo dai primi esempi che la tradizione ci ha fornito. In seguito analizza la definizione di “fumetto” e ne sviscera il meccanismo di creazione in modo chiaro ed esaustivo. L’obiettivo è far capire al lettore che l’arte di raccontare con i fumetti è molto più complessa di quanto si possa immaginare, anche perché l’autore di fumetti deve manipolare e dosare attentamente sia le immagini che le parole.

Quasi dimenticavo un dettaglio importantissimo: il libro è un fumetto. Anzi, a questo punto lo si potrebbe anche definire un metafumetto. Consigliato agli amanti dei fumetti e soprattutto ai loro detrattori.

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