La solita polemica sulla morte del libro cartaceo

Umberto Eco riferisce che i libri sono ancora vivi e vegetali. Menomale, perché cominciavo ad avvertire una certa ansia… La polemica “libro cartaceo versus libro elettronico” è tipica della stagione estiva; se però tutto si riduce alla solita questione carta/pixel diventa di una banalità colossale. L’unica cosa di cui valga veramente la pena discutere, semmai, non è l’approccio del lettore rispetto al nuovo formato del libro, bensì i nuovi modelli di business delle case editrici.

Su questo tema, comunque, ho le idee molto chiare. Non importa su quale supporto si legge: l’importante è che si legga. Altrimenti staremmo ancora a srotolare papiri. Io questo feticismo per la carta non lo capisco: tutti con la vanga in mano a chiedersi se seppellire prima il Kindle, l’iPad o l’edizione hardcover della Recherche di Proust. Se gli ebook possono far avvicinare più persone alla lettura, ben vengano!

P.S. che poi ce ne vuole di coraggio per definire l’iPad una “tavoletta”… roba che solo Eco può permettersi di dire.

6 thoughts on “La solita polemica sulla morte del libro cartaceo

  1. ehi ma la scrive lui! Ovviamente la polemica e fritta e rifritta, anche giorni fa su Il Fatto (e più modestamente anche io ne ho parlato a proposito del leggere). Ma lui può, se le dicessimo noi certe fesserie saremmo esposte al pubblico ludibrio.

  2. Proprio così… io sono sempre stata una grande fan del professor Eco ma credo che dovrebbe limitarsi a parlare delle cose che sa… cosa che non fa da molto tempo.

  3. Ho letto soltanto un’ora fa l’articolo di Eco su L’Espresso. Stavo per scrivere 2 righe sul mio blog, ma mi conviene retwittare il tuo perché il contenuto è lo stesso che stavo sviluppando in testa.

    Eco pensasse al pendolo di Foucault

  4. Si possono avere preferenze nell’uno o nell’altro formato (io per esempio compro romansi di carta e saggi digitali). Dipende dall’uso che ne fai del testo. Dire però che la carta sparirà mi sembra una cazzata. È un po’ come per i supporti musicali. Siamo passati dal vinile al nastro, dal cd agli mp3, ma Dio, non toglietemi il vinile pe favore! E così un formato vecchio, costoso, low quality, continua a vivere più di prima.
    In sintesi: la percezione dell’emozione non è delebile solo ad un formato. È altro.
    Evviva la carta. Evviva l’ipad. Evviva il vinile.

  5. Non è vero che Eco sia il solo a definire l’iPad una tavoletta. Tablette, cioè tavoletta, è la denominazione comune dei lettori di libri eletttronici in francese, che siano iPad, Cybook, Sony, Kindle o altra marca. Io uso il Cybook Opus e di fatto è come tenere in mano una tavoletta.

  6. Pedro, l’iPad non è un ebook reader e non è nemmeno un tablet (o tavoletta). E’ un oggetto che non può essere definito se non con il suo nome commerciale. Questo è ciò che penso io :D

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