DLD Conference: le mie impressioni

La settimana scorsa ho avuto il piacere di partecipare alla DLD Conference, uno degli eventi più interessanti nel panorama europeo per quanto riguarda l’innovazione, la cultura digitale e il design. La conferenza si è tenuta a Monaco e i tedeschi si sono dimostrati organizzatori impeccabili (d’altronde c’era da aspettarselo). Il patrono dell’evento era Hubert Burda – uno dei più grandi editori tedeschi – ed è riuscito a portare nella capitale bavarese le menti più brillanti del mondo della tecnologia. Moltissimi erano i tedeschi, gli americani, gli inglesi e gli israeliani presenti; pochini gli italiani. In occasione della conferenza i partecipanti hanno anche usufruito di una visita gratuita in un museo a scelta tra i più importanti di Monaco: io e Luca siamo andati al Deutsches Museum (che è il museo della scienza e della tecnologia più importante d’Europa… secondo i tedeschi, ovviamente!) e là abbiamo fatto amicizia con Alexander Lucas, un brillante fisico che ci ha fatto da guida.

L’evento era ospitato dal HVB Forum, una struttura ideale per congressi e conferenze. Sui due stage principali si svolgevano i panel e gli speech mentre una grande sala per il networking (accessibile sia dal piano superiore che da quello inferiore) ospitava le cibarie (molto gustose), le bevande e i tavolini. La rete WiFi si impallava spesso ma lo staff era molto cortese e si è sempre messo a disposizione per qualunque tipo di richiesta.

Se dal punto di vista organizzativo DLD si posiziona forse su un gradino superiore rispetto a LeWeb (che comunque è un ottimo evento), per quanto riguarda i contenuti e le formule utilizzate va detto che i due eventi in questione non differiscono molto: assistere a dei panel è interessante, certo, ma solo quando a moderarli e ad animarli sono personaggi che sanno intrattenere il pubblico. Francamente ho trovato appassionanti solo due o tre panel (uno dei quali moderato da Yossi Vardi) e alcuni interventi di singoli speaker dalla forte personalità; cito ad esempio la conversazione tra Marko Athisaari, SVP di Nokia, e suo padre Martti (premio Nobel per la pace) sugli elementi che accomunano diplomazia e tecnologia.

Come sempre l’aspetto più soddisfacente di eventi come questo è il networking: anche in questa occasione non è mancata la possibilità di conoscere persone molto simpatiche e intraprendenti: tra queste cito Richard Gutjahr, Kira Song, Michael Reuter e Baratunde Thurston. In breve è un evento al quale spero di partecipare anche l’anno prossimo perché mi ha permesso di avvicinarmi alla realtà tedesca e conoscerne aspetti che ignoravo.

About Livia Iacolare

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