Videocracy: le mie impressioni
Era un film molto atteso e grazie alla censura ne hanno parlato praticamente tutti. Ieri sono andata a vedere la prima al Cinema Anteo qui a Milano (Current, tra l’altro, regalava 100 biglietti), entrando in sala piena di grandi aspettative (e come me tante altre persone). Alla fine il film è risultato essere gradevole ma, siccome non sono brava a scrivere le recensioni, ho preparato una lista delle cose che mi sono piaciute e delle cose che non mi sono piaciute.
Cosa mi è piaciuto
1) La storia dell’operaio Riccardo, aspirante cantante/ballerino di Brescia;
2) La suoneria vintage del cellulare di Lele Mora;
3) Il ritratto complessivo di Fabrizio Corona;
4) L’intervista al regista de “Il Grande Fratello” sull’estetica berlusconiana;
5) Il montaggio.
Cosa non mi è piaciuto
1) Conoscevo già la trama;
2) La voce narrante sembra quella di un maniaco sessuale;
3) Le persone che dovrebbero vederlo non lo vedranno mai o si rifiuteranno di farlo;
4) Le donne non hanno voce nel racconto e si vedono solo sotto forma di tette e culi (ipocrisia?);
5) Mi aspettavo di vedere più retroscena della produzione televisiva a Mediaset (del tipo: come nascono i format). Insomma: come nasce una videocrazia.
anche a me ha lasciato molto perplesso. soprattutto perché più che un processo alla malainformazione italiana e allo “stile berlusconi” come fatto trapelare dal trailer, mi è sembrato una semplice derisione dello show businness all’italiana. unica nota positiva, la rivelazione del regista del grande fratello: “quando c’è il presidente a porta a porta, si chiude prima!”