Nella vita le soddisfazioni non sono mai abbastanza. Il mese scorso ricevetti una email dallo staff di Renato Brunetta nella quale si pubblicizzava l’ultima fatica letteraria del ministro: “Rivoluzione in corso”. Che fortuna! Che privilegio! – pensai. Ricordo che inviai subito un reply al mittente, chiedendo di rimuovere il mio indirizzo email dal suo database, visto che si trattava di posta indesiderata. Ebbene: ieri ho ricevuto una mail da tale Alessandro La Barbera, responsabile del trattamento dati della società di Web marketing che ha gestito questa pessima campagna pubblicitaria. La pubblico qui con le risposte che ho inviato ieri:
Gent.mo utente,
in seguito alla Sua segnalazione relativa alla ricezione di un messaggio promozionale non sollecitato, abbiamo concluso le verifiche interne a seguito delle quali è stato definitivamente accertato che l’invio verso il Suo indirizzo non è stato volontariamente selezionato da alcun incaricato addetto a tali operazioni. Verosimilmente, la spedizione è stata generata da un bug contenuto nel software che utilizziamo per la gestione delle mailing-list, ora non più presente in quanto si è provveduto immediatamente ad aggiornare il suddetto applicativo.Vogliamo rassicurarla che già dal momento della Sua segnalazione abbiamo provveduto a cessare qualunque trattamento sul Suo indirizzo di posta elettronica, nonché ad accertare che si trattasse di un episodio isolato.
Gentile dottor La Barbera,
La ringrazio per la sua risposta. Devo però confessarle che – “bug” a parte – non mi è chiaro dove il vostro software abbia reperito il mio indirizzo email personale, visto che non mi risulta di averlo fornito a voi, né ero a conoscenza del fatto di far parte della Vostra mailing list. Mi pare evidente che si tratti di una operazione di spamming di massa – tra l’altro mal ordita, visto che ha coinvolto centinaia di migliaia di persone in Italia che sono tuttora indignate per l’accaduto.
Nel pieno rispetto dei diritti dell’interessato (ex. art. 7 d.lgs. n. 196/03) Le comunichiamo di aver confermato e definitivamente adottato la suddetta misura di cessazione del trattamento del suo indirizzo e-mail e di ogni eventuale informazione correlata.
Oltre a manifestarle il mio disappunto per quanto concerne l’attuazione di campagne di marketing brutali come questa (realizzata senza avere un minimo di target di riferimento), le ricordo che non tutti gli utenti del Web sono analfabeti o ingenui. Lo stesso posso dire, per esperienza, di chi si occupa di online marketing. Lieta di sapere che sarà vostra premura cessare un trattamento che io non avevo autorizzato.
Rimaniamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento e ci scusiamo per l’accaduto anche se non direttamente dipendente dalla nostra volontà.
Non credo lei abbia altro da aggiungere poiché tutto è chiaro e cristallino. D’altronde si sa: la volontà di Lui non si discute.
Dr. Alessandro La Barbera
Responsabile del trattamento dati Serverstudio
Cordialmente
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Hai centrato il punto focale ovvero: da dove avete preso questi indirizzi email?
Questa domanda non avra’ mai risposta temo… magari e’ stato il bug che per conto suo ha popolato il database, in confronto HAL 9000 era un dilettante :P
Un bug del software….. l’aspetto perggiore della vicenda è essere pure trattati da imbecilli.
Che brutta gente
Magari è lo stesso bug che ha fatto eleggere Berlusconi :)
@Livia speriamo davvero che non sia quel bug perche’ per eliminarlo bisogna formattare…
A parte l’episodio, cmq gravissimo vista l’origine, io il ministro Prugnetta non lo posso sopportare.
Con un personaggio come lui, mi viene sempre un classico titolo di Cuore di Michele Serra: “Hanno la faccia come il culo”.
Espressione che, evidentemente, è senza tempo…
Vogliamo parlare degli sms sui cellulari?! Ormai non abbiamo scampo.
Fantastico!!
Probabilmente il Ministro si è beccato un bug mentre dormiva a bocca aperta durante una riunione (la foto è oramai mitica..).
Complimentoni!!