Lettera a Luca (quello che era gay)

by Livia Iacolare on February 22, 2009

Caro Luca,

ho aspettato un po’ a scriverti questa lettera e alla fine ho deciso di farlo. Per prima cosa ti faccio gli auguri per il tuo matrimonio e per i tuoi bambini. Sei molto fortunato, anche se forse non lo sai. Sei fortunato perché puoi amare in libertà e dare la vita a qualcuno senza essere additato da nessuno. Vedi, tutti quanti attraversiamo momenti difficili nella vita e spesso li superiamo esplorando il nostro mondo interiore oppure imbattendoci in persone che non avremmo mai creduto capaci di aiutarci.

C’è poi chi va spontaneamente da psicologi, preti, farmacisti, esorcisti, santoni, medici per chiedere aiuto e c’è anche chi ci viene portato contro la sua volontà, come è capitato anche a me (solo due volte, per fortuna). Non è bello dover raccontare i propri tormenti interiori ad un estraneo, soprattutto se riguardano i sentimenti più intimi.

Dici che tua mamma ti voleva troppo bene e ti ossessionava con il suo affetto. Ci sono tante mamme come la tua, così come ci sono mamme che prendono i figli a schiaffi o li ammazzano solo perché piangono troppo. Ci sono mamme che costringono i figli a studiare pianoforte contro la loro volontà, mamme che abbandonano i propri figli perché sono un peso. Forse tua mamma esagerava, ma non ti sembra altrettanto esagerato fargliene addirittura una colpa? Manco ti avesse preso a calci nel sedere ogni cinque minuti… e dai Luca…

Dici che tuo padre era sempre fuori per il lavoro e non prendeva decisioni: beh non è detto che in una famiglia le decisioni le prenda solo una persona e che quella persona debba essere per forza il papà. Poi qualcuno doveva pur portare il pane a casa, no? Ci sono persone più deboli e persone più forti. Forse tua madre sapeva che tuo padre era un uomo debole e cercava di amarti anche per lui, che magari non sapeva dimostrartelo come sapeva fare lei. I papà a volte fanno enormi sacrifici a discapito della loro presenza in famiglia e purtroppo noi figli ce ne accorgiamo spesso solo da adulti. E li perdoniamo.

Dici che poi hai conosciuto quest’ uomo più grande che ti ha fatto innamorare… o per lo meno tu credevi che fosse amore. Dici che sei “diventato omosessuale”. Lui non ti faceva mancare niente ma tu non ti sentivi te stesso. Poi è diventata una gara “a chi faceva meglio sesso”. Questo non è un sentimento normale quando si ama, quando si sta bene. Non è nemmeno una caratteristica delle coppie gay. E’ un segno di insicurezza personale che forse tradiva il fatto che tu stessi facendo qualcosa che era contro la tua natura. Tu non eri gay, eri solo confuso. Omosessuali non si diventa. Non è uno stile di vita, non è come passare dall’essere un hippie all’essere un emo a seconda della moda.

Dici che sei stato con lui per quattro anni e che spesso vi tradivate… Che dire? Evidentemente non eravate innamorati. E’ una cosa che succede a tante coppie. E’ la scoperta dell’acqua calda, insomma.

Poi hai conosciuto lei e te ne sei innamorato. Finalmente hai trovato quello che cercavi e sono contentissima per te.

Credimi, non è leggendo un libro di Freud che si analizza il proprio passato; non è così che si conosce se stessi. Lascia Freud agli psicanalisti: tu non capirai mai perché ami e perché odi con l’aiuto di Freud. Lo capirai solo amando e odiando. Lo capirai solo vivendo il tuo presente.

Però vedi, le tue parole feriscono e fanno male: le tue parole banalizzano la storia personale di tanti individui che ogni giorno vengono maltrattati, derisi, picchiati, offesi, boicottati, cacciati via di casa per il fatto di essere realmente gay. Con le tue parole è come se affermassi che i gay sono tutti figli di un passato traumatico, triste, fatto di eccessi d’amore ed odio alternati alla più bieca indifferenza. E non è così. Non hai sbagliato a raccontare la tua storia: hai sbagliato a diffondere l’idea che si possa diventare gay così come si può diventare biondi ossigenati.

La tua canzone questa sera ha vinto… anche se non ha trionfato.

Milioni di persone la ascolteranno alla radio e in TV. Qualcuno la comprerà. Molti la scaricheranno illegalmente. Migliaia di genitori diranno ai propri figli omosessuali che se vogliono possono guarire dalla loro malattia oppure possono redimere il proprio peccato. Quei ragazzi dovranno lottare il doppio a causa delle tue parole.

Ed io spero che trovino la forza di non arrendersi.

{ 1 trackback }

Ma Luca ha mai detto di essere malato? « …Anyway the wind blows…
02.24.09 at 12:03 PM

{ 34 comments… read them below or add one }

Daniele 02.22.09 at 11:12 AM

“questa è la mia storia solo la mia storia” ecco dicendo queste parole non mi sembra sia passata l’idea che “che si possa diventare gay così come si può diventare biondi ossigenati.”
Il resto del tuo post lo condivido ma questa parte no.
Per me andrebbe ridimensionato tutto il clamore intorno a sta canzone.

Livia Iacolare 02.22.09 at 11:23 AM

La cazzata non la dice Luca, la dice Povia quando canta “Luca era gay e adesso sta con lei”. Questo lascia intendere che uno non nasce gay ma lo diventa. Nulla di peggio per chi si trova a dover giustificare ogni giorno le proprie preferenze sessuali naturali.
E’ come dire: “Luca era una casa ed ora è un’automobile da corsa”.

Daniele 02.22.09 at 11:42 AM

http://it.wikipedia.org/wiki/Omosessualit%C3%A0#Cause_dell.27omosessualit.C3.A0
“Questo lascia intendere che uno non nasce gay ma lo diventa. ” sei sicura che è sempre così? Non ci mettiamo ora a litigare sulle fonti (wikipedia fa schifo etc etc) l’ho citata solo per dire che la tua frase finora non è scientificamente provata.
E poi il tuo commento lascia intendere un altro pensiero rispetto a quelli espressi nel post (pensieri che, come ho detto prima, condivido).

Daniele 02.22.09 at 11:46 AM

vedi che c’è un link nel mio commento precedente e forse è finito fra lo spam. :)

Livia Iacolare 02.22.09 at 11:57 AM

Posso solo dirti che io sono sempre stata lesbica e come me tutte le lesbiche che conosco. Lascia stare che poi c’è chi se ne rende conto prima e chi se ne accorge dopo. Poi ci sono anche le persone bisessuali. Ci sono anche molte persone che reprimono la cosa o la nascondono a se stesse. Persone che si sposano, hanno figli e improvvisamente “scoppiano”. Non colgo la contraddizione di cui parli nel mio commento precedente, potresti esplicitarla?

Daniele 02.22.09 at 12:38 PM

Si scusa ma mi ero confuso io perchè il tono del tuo primo commento mi aveva fatto pensare che quel concetto (gay lo si nasce non lo si diventa) non lo avevi espresso nel post mentre in realtà lo avevi fatto ma con toni più pacati. :)
A sto punto (dato che è anche bello parlare con te :) ) però vorrei sapere se per te è una cosa innata o no?
Credo che sia questa la prima domanda da porsi per poi intavolare una qualunque discussione.
Per me non è sempre innata ma va visto caso per caso e ci sono 4 possibilità (generalizzando ché poi è pur sempre un commento mica è una tesi di laurea…):
1) Nasci omosessuale e sei felice. (beato/a te)
2. Nasci omosessuale e non lo sei. In questo caso ti si può aiutare (solo se ti va) a capire quali sono stati gli atteggiamenti e i pregiudizi di chi ti ha circondato che ti hanno fanno sentire poco adatto alla società o che ti hanno fatto essere infelice di questa tua condizione.
3. Nasci etero ma diventi omosessuale e ne sei felice (beato/a te anche in questo caso perchè perchè ci sono un sacco di etero infelici.)
4. Nasci etero diventi omosessuale e non sei felice. In questo caso ti si può aiutare (solo se ti va) a capire il motivo della tua omosessualità lasciandoti libero di scegliere se continuare ad esserlo o meno.

Ora il 4° caso, se prendiamo come valida la teoria che l’omosessualità è innata, non esiste ma ci troviamo solo a persone che è meglio definire confuse (come hai fatto nel post) ma non omosessuali.
Il problema è che credo che non ci sia nessuna prova che indichi al 100 per cento che l’omosessualità sia innata (anche studi sui gemelli omozigoti non hanno fornito dati significativi) e quindi la 3° e la 4° possibilità non possiamo negarle ma dobbiamo credere che siano possibili.
A sto punto uno che si trova nella 4° possibilità non ha il diritto di sfogarsi o di chiedere ad uno di cantare una canzone?
Fermo restando che 2000 anni di chiesa cattolica abbiano rotto abbondantemente le scatole e abbiano fatto danni molto seri a persone sane, in questo caso non credo che serva fare tanta polemica su questa canzone se no si rischia di finire nel vittimismo.

(ps mi sono ora accorto che la mia mail nei commenti precedenti era incorretta, scusa.)

suzupearl 02.22.09 at 1:10 PM

Io non riesco invece a capire tutto questo interesse a determinare se ci nasci o se ci diventi. Perché poi uno deve anche vivere, e per me – persona omosessuale – non è che faccia tanta differenza se ci sono nata o diventata: voglio solo vivere serenamente. Non mi sembra che l’uomo abbia concentrato tutte le sue energie nel capire se si nasce etero o se si diventa. Certo, se dietro al capire le “cause” dell’omosessualità si nasconde il “così possiamo capire come debellarla”, beh.
Nasco da una coppia eterosessuale, ho una sorella poco più grande di me che è etero. Mi sembra abbastanza logico pensare che tra me e mia sorella non ci siano stati modelli differenti o uno storico di famiglia diverso.
La canzone di Povia è abbastanza imbarazzante, con quella psicologia da due soldi… e la chiusa con “è solo la mia storia” mi sembra una paraculata. Direi che il discorso più importante in questo momento non è capire se gay si nasce o si diventa, ma come vivere una vita civile senza attacchi, sensi di colpa e discriminazione sociale. Poi se la scienza si vuole dedicare alla ricerca, tanto meglio. Ma se continuiamo a mettere davanti le crocette “ci sei” “ci fai” prima dell’impegnarci per un vivere civile, allora non andremo molto avanti.

Luca Sartoni 02.22.09 at 1:15 PM

@Daniele:

“Per intavolare una qualuque discussione”…

Una qualunque discussione su cosa? Lo sai quel è il problema? Dover intavolare quelle “qualunque” discussione.

Discutiamo se tu sei destro, mancino o ambidestro. Lo sei sempre stato? Lo sei diventato? E’ importante saperlo per intavolare una qualunque discussione.

Discutiamo se si intelligente o sei cretino. Lo sei sempre stato? Lo sei diventato? E’ importante saperlo per intavolare una qualunque discussione.

Tutto questo è ridicolo. Il problema sono i nomi e le etichette. Chissene frega dei gay, delle lesbiche, degli eterosessuali, dei bisessuali, dei neri, dei rossi, dei gialli e dei bianchi. Preoccupiamoci degli onesti e dei disonesti, dei felici e degli infelici, degli innocui e dei pericolosi, dei simpatici e degli antipatici.

Daniele 02.22.09 at 1:25 PM

E chi è che non si impegna per un vivere civile? Io credo/spero di impegnarmi abbastanza e non credo che la canzone sia un inno all’inciviltà. Solo bigotti o rincitrulliti possono prenderla come tale ma quelli si attaccano a ogni cosa.

Capire se ci sei o ci fai non serve mica per capire se curare o meno gli omosessuali (folle solo a pensarlo) ma per capire cosa fare nel caso si debba aiutare un Luca qualsiasi. E continuo a non capire perchè sto Luca non è in diritto di sfogarsi o di far cantare una canzone sulla sua storia.
Se poi Povia è così cretino da fare una canzone sotto la spinta di persone o movimenti “culturali” omofobi è un problema suo ma attaccarlo finchè non ne si è sicuri (lui dice che è solo una storia) potrebbe essere dietrologia spicciola.

PS “Mi sembra abbastanza logico pensare che tra me e mia sorella non ci siano stati modelli differenti o uno storico di famiglia diverso.”
su un’ esperienza personale (neanche oggettive ma soggettive come in questo caso) non si possono fondare teorie scientifiche.

Andrew 02.22.09 at 1:25 PM

Bella lettera.

Daniele, non prendiamoci in giro. Nessuno dice che non la si possa pensare in maniera diversa, ma chi sostiene una tesi dovrebbe poi prendersi la responsabilità di quel che sostiene.

Povia, a meno di qualche schizofrenia, è questo: http://archivio.panorama.it/spettacoli/articolo/idA020001031883_2.art

Ora di certo non è idiota e quando ha scritto la canzone sapeva, nel bene e nel male che casino sarebbe scoppiato. “Nessuna malattia, nessuna guarigione” non è un vero messo lì a caso. Hai visto l’intervista del Tg2 de l’1 con Povia? Lo hai sentito stamattina rispondere ad una domanda su Benigni ed il suo discorso dicendo che Oscar Wilde era gay perchè la madre lo vestiva da bambina?

Per citare uno dei suoi cartelli ognuno ha la propria verità, ma bisogna anche avere le palle di sostenerla fino in fondo e non di propinarla in maniera subdola e bieca come lui fa ogni qual volta se ne presenta l’occasione. E, anche se è evidente, non parliamo dei motivi per cui lo fa.

Daniele 02.22.09 at 1:34 PM

@Luca: intavolare una discussione sul punto in questione nei commenti precedenti. Nel caso ci si voglia attaccare a sto punto credo che il mio ultimo commento spieghi ancora il mio pensiero. Andare a prendere solo una frase del mio commento e non entrare nei contenuti per dire cose semplici che tutti le persone dotate di intelligenza minima condividono a sto punto mi sembra un modo per non entrare nel merito della questione che si era andata sviluppando nei commenti.
Ora se l’intenzone è quella di attaccare inutilmente chiudo anticipatamente la discussione perchè se dichiaro (come ho fatto subito) che concordo con le basi del post in questione e quindi sono, come tutti qua, contro l’omofobia etc etc perchè non poter discutere sui contenuti in modo civile per poter capire e condividere qualcosa?

Daniele 02.22.09 at 1:38 PM

@Luca ho letto ora “Discutiamo se si intelligente o sei cretino. Lo sei sempre stato? Lo sei diventato? E’ importante saperlo per intavolare una qualunque discussione.” Complimenti davvero! Tu si che sei una persona con cui vale la pena parlare… mah

Daniele 02.22.09 at 1:48 PM

@Andrew È politicamente scorretto («Gay si diventa»), no logo («Mi vesto al mercato») e opportunista: «Non mi schiero, devo lavorare».
lo fanno sembrare un demonio perchè è no logo e perchè deve lavorare? Classici titolo da intervista su giornale.

Per quanto riguarda il suo pensiero sull’omosessualità non lo conoscevo perchè avevo visto o letto solo pezzi in cui diceva che era una storia e basta (che poi a leggere l’intervista sembra più la sua che quella di Luca…) e quindi a sto punto suppongo anche io che faccia il suo gioco (basato poi più da un suo pensiero che da qualche pretino alle sue spalle) anche se credo che dargli addosso così tanto possa avere risvolti più negativi che postivi.

Ps devo allontarmi, torno in serata a continuare la discussione. Scusate.

Livia Iacolare 02.22.09 at 1:50 PM

Ragazzi, non divaghiamo e non ci perdiamo in discorsi contorti… Io posso dirvi che anche se essere gay fosse una scelta personale dovrebbe essere rispettata COMUNQUE. Per esperienza personale (sono lesbica e ho fatto 10 anni di volontariato in ArciLesbica, accogliendo lesbiche, omosessuali, trans e bisex spesso sul punto di ammazzarsi, senza tetto o spaventati fino all’inimmaginabile) posso dirvi che se uno potesse scegliere tra l’essere etero o gay, oggi come oggi sceglierebbe di essere etero. Giusto per stare tranquillo, tutto qui. A nessuno piace essere a disagio. Io sono fortunata perché mi sono sempre circondata di persone intelligenti e la mia famiglia mi ama. Ma sono cosciente del fatto che non tutti sono fortunati come me.

suzupearl 02.22.09 at 1:54 PM

Daniele, riguardo al tuo ps, stavo rispondendo alla teoria poviana secondo cui dipende tutto dalla vita vissuta con i propri genitori. Come ti ho già detto, le ragioni scientifiche mi interessano poco.
Sul “E chi è che non si impegna per un vivere civile?” ti potrei fare un elenco (ancora una volta, non mi rivolgevo a te).
Certo che c’è la libertà di parola, sono sicura che se fosse stata portata a sanremo una canzone che dice “sono un prete perdofilo perché la chiesa mi ha impedito di fare sesso e ho sbroccato, ma è solo la mia storia” sarebbe passata.

Simone Brunozzi 02.22.09 at 1:54 PM

Bella lettera, Livia.
Intanto ti mando un abbraccio.

Secondo, il punto è:
io il caffè lo prendo con o senza zucchero?
Non lo sai? Non ti importa granchè, vero?
Ecco… i gusti sessuali della gente sono cazzi loro… Non se ne dovrebbe nemmeno parlare. Anche se, ti capisco, vivere in Italia significa voler parlarne, di certe cose, sennò la gente non cambierà mai.
In queste cose, l’Europa è veramente un altro mondo…

Ecco, poi non tiriamoci dentro matrimoni e figli… quello è un altro discorso, secondo me. E preferisco due gay che amano un figlio, piuttosto che una coppia etero che lo picchia o lo violenta… E allora, come si fa? Patente per genitori? Ecco, tralasciamo questa “valanga” dalla discussione odierna :)

Ciao

Livia Iacolare 02.22.09 at 1:57 PM

So che è necessario, in Italia, andare in piazza e urlarlo al mondo. Ma ancora più bello sarebbe non doverne rendere conto a nessuno.

Livia Iacolare 02.22.09 at 2:14 PM

suzupearl 02.22.09 at 2:38 PM

A questo punto vale la pena domandarsi se fa più male un cantante popolare ignorantello o uno psichiatra televisivo. Oppure, se ci siamo persi da qualche parte…

clà 02.22.09 at 3:49 PM

santoiddio (vorrei dire altro ma formalismo mi trattiene…) …
possibile che il macabro maschio voyerismo si spinga fino al sacro confine del politiccLly correct (sic!) per approdare al fatidico: SECONDO TE SEI GAY INNATAMENTE O NO?
maremma belva che squallore…

Cirdan il Timoniere 02.22.09 at 5:36 PM

Se sei gay non credo che ascoltando Povia vai dal farmacista o dallo psicologo a farti curare. Se sei omofobico ti comprerai il CD di Povia come conferma delle tue idee. Se sei etero e hai amici gay non gli proporrai di rivolgersi allo psicologo di cui sopra. Non credo che Povia abbia la capacità di fare cambiare opinione a chicchessia. Purtroppo è il solito problema dell’ “artista” (nel caso di Povia molto virgolettato): perchè impedirgli esprimere una pur discutibile storia? Dobbiamo credrere allora che chi ascolta heavy metal finisce per aderire alle sette nere? Che chi ascolta musica sacra finisce per diventare prete? Che se ascolto i Pink Floyd finisco per schitarrare pieno di LSD?
Insomma, lasciate Povia al sicuro oblio e se davvero ci tenete ai diritti delle persone difendeteli nelle sedi più opportune. Non voglio fare polemica politica ma mi sembra che anche senza Povia quei diritti ce li stanno comprimendo.

Livia Iacolare 02.22.09 at 6:00 PM

Certo Cirdan, ma permetti che uno che canta una cosa simile in prima serata e si classifica secondo un po’ mi preoccupi? :)

Cirdan il Timoniere 02.22.09 at 6:45 PM

@Livia Il problema è che quando la cosa ci tocca da vicino corriamo il rischio di perdere obiettività. Vorrei farti l’esempio della canzone “Il pettirosso” di Gino Paoli, il cui tema è la pedofilia. Non so se l’hai ascoltata, anche in quel caso è successo un putiferio. Tu hai scritto un post sull’argomento? Ti rifaccio il solito ragionamento: a me la canzone è piaciuta, qualcun altro sarà scandalizzato; il vero scandalo è che Paoli sia stato convocato dalla Commissione Bicamerale per l’infanzia. A me QUESTO preoccupa. Lascia perdere Povia e sii orgogliosa della tua attività di volontariato e della tua sensibilità, il resto (compreso Povia) è destinato all’oblio.

Livia Iacolare 02.22.09 at 8:46 PM

Sì Cirdan, sono d’accordo. Però è vero che non tutti hanno la forza e la capacità di non farsi influenzare da certe cose. Ho conosciuto molte persone che sarebbero capaci di sentirsi in colpa ascoltando una canzone simile. Questa è la cosa che mi fa dispiacere.

Luca Sartoni 02.22.09 at 9:44 PM

Brunozzi illuminante come al solito.

@Daniele: non era riferito a te, era un esercizio di stile retorico.

Antonio Manfredonio 02.23.09 at 10:53 AM

A sostegno di quanto dice Livia e sottolineo sostegno (quindi non verità assoluta o dimostrata.), qualche anno fa vidi questo reportage trasmesso dalla CBS nella strafamosa serie di “60′ minutes” riguardo proprio gli omosessuali, una coppia di gemelli di cui uno *nato* omosessuale. Il video è in inglese, magari Livia ve ne tradurrà qualche stralcio, e dovrebbe come minimo lasciar pensare a chi *crede* che omosessuali si diventa.
http://www.cbsnews.com/stories/2006/03/09/60minutes/main1385230.shtml
Buona vita.

lauragemini 02.23.09 at 2:50 PM

Secondo me Povia è fondamentalmente un gran ruffiano che fa sempre leva sul mainstream. Il problema non è esserci nati o diventati il fatto è che la musica pop conta nell’immaginario collettivo, in quello italiano pure, e volenti o nolenti contribuisce a creare rappresentazioni del mondo. Una rappresentazione falsata come quella dell’omossessualità in una società che se va bene “la tollera” è una cosa grave.
E poi non tiene conto di chi sono gli omossessuali, della capacità che hanno di organizzarsi in certi ambiti, di essere leader di opinione in certi campi… insomma non sono poi così sfigati!

Livia Iacolare 02.24.09 at 2:14 AM

In ogni caso Povia ha detto la sua. Con molta paraculaggine è riuscito a far passare un messaggio in occasione di un evento popolare. Se solo le persone di cui parla (o di cui crede di parlare) avessero la stessa possibilità di comunicare che ha avuto lui, il mondo sarebbe un tantino più diverso. Un po’ migliore di questo. E tuttavia combattono per far sentire la propria voce.

gio 02.24.09 at 4:34 PM

uffa ma perchè continuo a non capire il perchè del clamore intorno a questa canzone??
mi sembra così banale il testo e inconsistenti le polemiche nate intorno ad esso.

Livia Iacolare 02.24.09 at 5:00 PM

sei libera di non dire la tua, non è certo obbligatorio :)

Ataru 02.28.09 at 9:18 PM

mah
io non vorrei fare polemica, ma secondo me ’sto sanremo e’ sceso parecchio in basso…
ormai tra Paoli con il suo brano sulla pedofilia, Povia sull’omosessualita’ che basta andare da un dottore, ti prescrive una medicina e passa, e la Zanicchi che sentendo la sua canzone sembra voglia essere trombata da un baldo giovine (si, anche su questo s’e’ scatenato un putiferio, anche grazie a benigni, ma ditemi se uno solo di voi non l’ha pensato ascoltando la sua canzone)…
ormai piu’ di fare una bella canzone, si scrive una brano che possa essere frainteso, che crei imbarazzo, o che comunque faccia parlare di se…
si e’ passato dal “mi colpisce perche’ parla di cose di tutti noi” o comunque “mi colpisce perche piace”, al “cazzo dice questo/a? ma e’ pazzo/a?”
tutto all’insegna del “purche’ se ne parli”…
O, come diceva Barnum ai giornalisti che cercavano sempre di scovare particolari scandalistici sul suo conto “non mi importa quello che scrivete su di me, basta che scriviate correttamente il mio nome!”

poi, personalmente, non credo che l’orientamento sessuale possa dirsi innato o acquisito… fino ad un certo punto della nostra vita siamo (o dovremmo essere) poco o per niente interessati al sesso… e l’unica cosa che ne sappiamo da piccoli e’ che i maschietti hanno il pisellino, e le femminucce la patatina.
Crescendo e confrontandosi con gli altri ragazzi della propria eta’ si scopre la sessualita’, e li cominciano a delinearsi le preferenze… a chi e’ chiaro, ovvio! ci sono anche i sessualmente confusi, che sono di un sesso, e pur preferendo persone del sesso opposto, sono intrigati (anche in modo latente) da quelle dello stesso sesso, pur senza averci rapporti… e sono quelle che probabilmente si “scopriranno” lesbiche o gay (o bi) piu’ avanti (cioe’, sono quelli che, a dire di tanti “diventano” omosex…)
in nuce, credo si parta da una “radice comune” e poi si evolva secondo cio’ che si sente dentro…

anna 03.01.09 at 10:27 PM

La lettera a Luca è molto toccante, ma io non voglio parlare di Luca, io voglio parlare di Povia e della sua casa discografica.
Luca esiste, Povia e la Sony NO.
Luca esiste perchè ha un’intimità segreta, un intimità privata ed è in quella “dimensione” che ha esercitato ” una scelta” che non condivido nè farei..ma che rispetto perchè “altra” da me…
Povia e La Sony sono due etichette commerciali, un ” universo liquido” che in modo paradossalmente coerente e spregiudicato hanno confezionato un prodotto rivolto ad intolleranti e analfabeti musicali.
L’operazione è coerente perchè Povia e la Sony robaccia “nazional-popolare” producevano e robaccia “nazional-popolare” hanno prodotto per Sanremo 2009.
L’operazione è spregiudicata invece perchè in altri paesi ( Es. l’Ingilterra) la Sony produce George Michel e Eltono johnn entrambi felici omosessuali..ed esalta la libertà e la tolleranza..
Il problema è squisitamente politico..
a) Non bisognava entrare in polemica con Povia perchè ci stavamo ( come in guerra) distibuendo in spazio di manovra apparecchiato da chi aveva dichiarato guerra ai gay: “abili” esperti di marketing pubblicitario ( bad new is a god new) che normalmente applicano nella fase di promozione le strategie di Sun Tzu.
b) non bisognava riconoscere alcun “valore sentimentale” al testo perchè riconoscendolo abbiamo attribuito a Povia un’esperienza ed una esistenza linguistica rispetto alla materia ddell’amore gay che non ha! Attribuendo alla canzone un “valore dialettico ed emotivo” abbiamo trasformato un caso di sanzione europea per omofobia ( e li erano cazzi amari per la sony) in un patetico piagnisteo contro l’intolleranza di omosessuali e parenti..

Ataru 03.02.09 at 1:44 AM

anna, hai piu’ o meno spiegato piu’ approfonditamente quello che, dall’alto della mia illetterata ignoranza (d’altra parte ho solo la terza media, pur essendo un buon tecnico – tutto frutto di esperienza e autodidattica) spiegavo nella prima parte del mio intervento…
grazie!

palmasco 03.03.09 at 10:58 AM

Bella lettera, precisa, toccante, complimenti :)
Dico la verità, mi spiace profondamente che di fronte a episodi come questa lettera, qualche benintenzionato venga sempre a disturbare l’atmosfera di raccoglimento e comprensione che ispira. Mi provoca grande imbarazzo, anche se non ne sono responsabile.
Mi spiace ripartire sempre dallo stesso punto, quando invece la sessualità è una condizione liquida, che non ha punti, che può essere tranquillamente vissuta senza l’ipotesi di un punto – d’origine in particolare.
Mi spiace l’abuso che si fa dell’omosessualità come materia di ricerca, per ignoranza, quando il sentimento di cui ci si dovrebbe occupare, se si potesse, è semmai l’omofilia, l’amore per il simile, di cui la sessualità è soltanto parte – non necessariamente la più importante.
Perché di questo semmai m’interessa davvero sapere e comprendere – io che invece ho trovato nel genere diverso, la scintilla che mi dà la voglia di ricevere e dare – sapere e comprendere dell’amore come percorso all’interno del proprio genere: dove la mia mente e immaginazione non sembrano essere arrivate, m’interessa sapere da altri, che per amare non hanno bisogno della diversità di genere.
Per dire :)
Senza il fastidio di quella voglia d’aiutare, capace di tutto tranne che di quello che servirebbe davvero: tacere. Soccorrere col silenzio la propria ignoranza, per lasciare spazio a chi sa di parlare.
Per dire :)

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