Una lezione di giornalismo

Ho guardato i video della lectio magistralis tenuta da Eugenio Scalfari all’Università di Perugia. Mi ha colpito in particolare la seguente dichiarazione (che cito liberamente):

Si dice che il vero giornalista sia colui che è capace di distinguere il racconto dei fatti dalle opinioni personali. Ma il giornalista vero sa bene che non esiste una realtà univoca e assoluta, perché tutto viene filtrato da chi la racconta. Per questo motivo la cosa più obbiettiva che posso fare, in quanto giornalista, è dire da che punto di vista io guardo i fatti che racconto. Dichiarare che si è di parte è il massimo che si possa fare a tutela dell’ onestà intellettuale.

Sono pienamente d’accordo. Mi ricordo di quando al liceo ci facevano esercitare nella redazione di articoli giornalistici in vista dell’esame di maturità. Puntualmente sbagliavo qualcosa… Eppure – pensavo – mi sarebbe piaciuto fare la giornalista, raccontare storie con obbiettività. Ma niente da fare, sono sempre stata preda del relativismo e la mia coscienza è qualcosa che non sono mai riuscita a zittire.

7 thoughts on “Una lezione di giornalismo

  1. L’Accademia della Crusca me lo consente. “Obiettivo” è semplicemente più aulico perché deriva da “obiecto”.
    E’ la stessa differenza che passa tra “abietto” e “abbietto” (cioè nessuna).

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>