Genitori omosessuali, natura e cultura

Poco fa guardavo una trasmissione su Rai 2 nella quale il candidato premier di Forza Nuova ha avuto modo di fare un po’ di apologia del fascismo (stando sempre attento a misurare le parole). Questo individuo, al quale una legge idiota definita “par condicio” ha consentito di parlare in televisione, non ha perso l’occasione per sfoderare una serie di discorsi triti e ritriti sull’etica. Tra questi non poteva mancare il discorso dell’omosessualità, dei diritti delle persone omosessuali e della genitorialità omosessuale.

Il signor Fiore – questo il suo cognome – ha ribadito che lo Stato non può tutelare le coppie gay perché non può permettersi di regolamentare qualcosa che è contro natura e minaccia la riproduzione delle genti della nostra penisola. Come se una legge sui matrimoni gay avesse il potere di trasformare tutti gli italiani in omosessuali o di fargli cascare il pisello. Il signor Fiore dimentica, però, che anche i preti e le suore non si riproducono, eppure essi godono di privilegi che nessun laico ha mai visto nemmeno con il binocolo.

Ho sempre pensato che non esistessero le cose “naturali” e quelle “contro natura”, semplicemente perché tutto ciò che accade accade in quanto è possibile. Nel mondo ci sono svariate possibilità (non le chiamo eccezioni perché non credo esista un “mondo della normalità” dal quale certi fenomeni si allontanino) e ritengo limitante e poco costruttivo articolare ragionamenti elaborati utilizzando le categorie “naturale” e “innaturale” (che per me sono fittizie).

La procreazione è realizzabile in svariati modi (ovviamente quello culturalmente più ancestrale è dato dal fatidico incontro pisello-patatina.. e mi pare pure giusto e sacrosanto, per carità!). Non a caso ho usato il termine “culturalmente”. La cultura non è che l’insieme dei significati che ogni uomo dà alle cose della vita. Credo, infatti, che il mondo – e quindi la società – sia qualcosa che esiste e si evolve in funzione delle trasformazioni e che di queste ultime non possa fare a meno. Tutti i processi più banali della nostra vita quotidiana sarebbero stati inconcepibili centinaia di anni fa. Il solo fatto che un uomo potesse abbracciare un’amica per strada era – non dico inammissibile – inconcepibile nel 1200.

Anche la famiglia si evolve, i rapporti affettivi si evolvono e ciò accade per fattori squisitamente culturali. Nel nostro stesso continente ci sono paesi in cui certe discussioni sono considerate “inutili” perché in tali contesti le famiglie gay sono pienamente accettate e integrate nel tessuto sociale. Perciò credo sia inutile domandarsi se l’omosessualità sia immorale o morale, dal momento che il 90% delle cose che accadono nella nostra attuale società (e che noi consideriamo “morali”) sarebbero state immorali per chi è vissuto 200 anni fa, se non addirittura 20 anni fa .

Per quanto riguarda il discorso sulla “natura”, aggiungo qualcosa: trovo fondamentale la distinzione tra “natura” e “naturalezza”, laddove quest’ultima rappresenta proprio la capacità di viverSI con spontaneità.

Una rosa – per natura – può avere diversi colori, forme e profumi: se noi però cominciassimo a pretendere che tutte le rose avessero la stessa forma, colore e profumo NON attenteremmo alla natura della rosa (essa resterebbe comunque una rosa), bensì alla sua naturalezza, ovvero alla sua possibilità di fiorire in quel modo che preferisce e che sente più vicino all’idea che ha di se stessa.

P.S. Ah, per la questione dei figli degli omosessuali e delle conseguenze per la loro pische, ritengo che il fatto che io stessa (che sono notoriamente omotropica) sia cresciuta in una famiglia perfettamente eterosessuale smentisca e scongiuri il “timore” che un figlio possa essere deviato nella sua naturalezza dal comportamento erotico dei genitori. I bambini – e in generale i figli – non hanno alcun accesso alla vita sessuale dei genitori ma sperimentano solo quella affettiva e relazionale estrapolata dall’intimità (che è la stessa in tutte le coppie). Per intenderci: io – come credo tutti – non mi sono mai interessata di come i miei genitori facessero sesso. Tra l’altro non credo affatto che sarei tendenzialmente portata a dedicarmi al fetish se scoprissi che i miei genitori lo praticano. Anzi… se avessi aspettato che me lo dicessero loro come si fanno i bambini, starei ancora a pensare alla cicogna. Per concludere: gli omosessuali – in quanto esseri umani – hanno la piena capacità di allevare figli, così come sono in grado di essere figli uguali agli altri.

9 comments

  1. Sara

    Livia, sai meglio di me che in politica natura & cultura sono sottilmente strumentalizzate. La storia, però, insegna che è impossibile fermare l’evoluzione, a dispetto di tutte le ragnatele ideologiche.
    ;-)

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  4. Dafne

    Carissima, condivido il tuo pensiero totalmente e aggiungo che spesso ci sono coppie etero che sono + dannose e debosciate per i loro figli che una coppia omosessuale…

  5. Roldano

    Se il signor Fiore (botanico? :-) leggesse un libro di entomologia o di zoologia gli si drizzerebbero i capelli.

    Il signor Fiore non ha la minima idea di quello che succede in natura.

    In natura l’omosessualità che pure esiste è l’ultimo dei “problemi”.

    Inoltre molti di questi tizi non sanno che la riproduzione sessuata è solo uno dei metodi di riproduzione e nemmeno il più efficente.

  6. Marco

    Non solo Zapatero.it un nome una garanzia.
    Roberto Fiore ha detto tutt’altro.
    In pratica lui non è contro gli omosessuali,lui ritiene e a ragione che lo schifo che fanno al Gay Pride possono benissimo farlo nelle loro mura domestiche,in poche parole se vuoi fare l’amosessuale sei padrone ma a casa tua. Poi,chi siamo noi a decidere la volontà di un bambino di avere due mamme o due papà ? E’ questo che dice Fiore.Finitela di chiamare tutti i coloro che non la pensano come voi razzisti o fascisti.Io sono un fascista e ho un figlio adottato in Perù,è di colore olivastro,ha 20 anni ed è il cuore di Papà e di mamma che sono io e mia moglie.Finitela deficenti di far passare tutti per razzisti.Freccia nera

  7. Livia Iacolare

    @Marco aka Freccia Nera: il fatto che tu abbia adottato un bambino ti fa onore e ti ammiro molto per questo. E lo dico sinceramente. Noterai che io non ho mai adoperato il termine “razzismo” nel mio post. Questo perché è un termine che spesso viene usato impropriamente e non mi piace usare parole a caso.

    L’espressione “apologia del fascismo” fa riferimento ad una serie di simboli e metafore che appartengono al fascismo e al nazional socialismo che – su questo credo siamo tutti d’accordo – giocano un ruolo importante nell’estrema destra Italiana. Io ho parlato di libertà: della libertà di vivere la vita come si vuole, senza fare danni a nessuno. Penso sia la stessa libertà che ami tu.

    Pensi che i carri del Gay Pride siano esagerati? Rispetto la tua opinione ma ti dico anche che il Gay Pride non è altro che una festa di gioia e libertà, un carnevale particolare, un momento catartico al quale prendono parte anche moltissime persone che non sono omosessuali.

    Per me la cosa più sacra nella vita è la libertà di non dovermi nascondere nelle mie quattro mura, la libertà di poter vivere secondo le mie aspirazioni. Non è forse il sogno di tutti? E poi perché dovrei vergognarmi quando non faccio del male a nessuno? Si vergogni chi ruba piuttosto…

    Secondo te quanto interessa ad un bambino se ha due mamme, tre papà o una mamma e un papà? Quanto conta tutto questo per un bambino se può essere amato? Pensi che tutti quelli che sono cresciuti senza una mamma o un papà siano venuti su male oppure per forza omosessuali? Io sono sicura che darai tutto l’amore possibile a tuo figlio e che lascerai che segua la sua strada, i suoi sogni e il suo talento.

    Perché ricorda, Marco, che anche tuo figlio non ha scelto te e tua moglie. Nessun bambino si sceglie i genitori e nessun genitore si sceglie i figli. Solo con l’amore saprai legarlo a te, indipendentemente dalla sua provenienza.

    Un saluto e tanti auguri, senza rancore.

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