Il dono dello smarrimento
La prima volta che incontrai Franco Barbero questi mi raccontò di quando, ancora giovanissimo, si recò a Parigi per partecipare ad un convegno e, giunto in città, si smarrì. Solo dopo essersi imbattuto in alcune persone riuscì a trovare la strada giusta. Eppure in quel frangente fece degli incontri che gli cambiarono la vita.
C’è una grande differenza tra lo smarrirsi e il perdersi. Questo perché chi si smarrisce sa comunque dove vuole andare, mentre chi si perde non ne ha la più pallida idea. Nello smarrimento c’è già l’idea del ritrovamento, mentre quando una cosa è perduta è perduta per sempre.
La storia che ho menzionato offrì a Franco lo spunto per scrivere il libro “Il dono dello smarrimento”, liberamente scaricabile qui.
Franco è un uomo di una limpidezza impressionante e che, cosa rarissima oggigiorno, non ha paura di dire quello che pensa (anche a costo di inimicarsi un’istituzione come quella della Chiesa Cattolica Apostolica Romana). Non è esattamente la stessa cosa che inimicarsi il macellaio.
Questo è il suo blog. Mi piace perché ci trovo spesso delle bellissime analisi della Bibbia fatte con le pinzette. Franco (insieme agli studiosi di cui pubblica le ricerche) applica egregiamente la regola secondo la quale un testo va sempre analizzato nel suo contesto; una regola basilare della filologia e dell’ermeneutica testuale che spesso i tronfi biblisti cattolici ignorano (o fingono di ignorare).
Ecco qui un video che vale la pena di guardare.
P.S. Questo post è dedicato a tutti coloro che sono convinti di essere sulla strada giusta e ridono di chi non li segue.
buon anno!