Indigeni digitali alla riscossa

indigeni_digitali.jpgC’è gente che -ingenuamente o intenzionalmente- appiccica il suffisso “-camp” ad iniziative che sono completamente estranee alla tradizione dei barcamp.

Ciò che mi indigna, tuttavia, è il fatto che le medesime persone si ritengano in grado di valutare la qualità dei partecipanti. Che iattanza…

Per questo motivo, desiderosa di manifestare la mia protesta, mi sono associata al gruppo “Indigeni Digitali” presente su Facebook.

Di tutto questo parlerò prossimamente su Intruders.TV

76 thoughts on “Indigeni digitali alla riscossa

  1. Non volevo essere offensivo e mi scuso se qualcuno si è ritenuto offeso. Riformulo il concetto, spero che Marco voglia cambiare il nome, così si ritornerà a parlare di contenuti. La forma è sicuramente importante, ma attira sempre tanti commenti, quando invece si parla di contenuti i commenti sono sempre inferiori. Comunque mi sembra che il pensiero di tutti sia emerso forte e chiaro, soprattutto l’ultima precisazione di Livia.

  2. Per concludere ritengo che l’iniziativa sia importante per portare un po’ di cultura di rete nel mondo della comunicazione che ancora vive di spot e di televisione tradizionale. Sicuramente non farete fatica a credere che molti uomini di azienda e molti pubblicitari conoscono il mondo digitale solo per sentito dire, ai BarCamp non andrebbero mai e anche sui media si ha una visione distorta di quello che avviene in rete. Nelle edizioni passate dell’evento sono stati invitati autorevolissimi esponenti del mondo pubblicitario totalmente digiuni (secondo quanto hanno candidamente ammesso) di cultura della rete. Ritengo che ogni iniziativa volta a dimostrare che la pubblicità non esaurisce la comunicazione, e questo tutti voi lo sapete bene, per me è importante. Per non morire asfissiati da spot sempre più invadenti e strategie di marketing sempre più oppressive. Lo scrivo io che mi occupo di marketing e che riconosco che così non si può andare avanti.

  3. @Livia

    ti “sfruculeo” ricordandoti che ieri la pensavi un pò diversamente sulle dichiarazioni di MC di cui sopra, comunque mi fa piacere ke si prendano un pò le distanze (come io avevo cercato di fare in toni piu’ leggeri) e si ponga finalmente fine a questa faticosa discussione.

    @Luca

    Livia verrà solo al SottoLaPancaLCapraCamp, come in precedenza dichiarato.

    ps: @Livia bravo Luca M., lo conoscevo già indirettamente, credo che proprio lo dovrebbero clonare e importare dalla svizzera. :)

  4. Beh Maurizio, semplicemente qui non si parla di contenuti perché il problema non sta nei contenuti. Anzi. :)

    Tanto per dire: io non faccio marketing, ma essendoci fra i miei interessi cose come la psicologia sociale, le dinamiche dei social network e filosofia del linguaggio (oltre che come sai essere uno dei co-organizzatori del BzaarCamp e del RitaliaCamp) mi intrometto quando vedo un uso di un termine come “Camp”, mentre mi limito a leggere sui blog tuo, di MCC e del MarketingCamp. :)

  5. Vedo che nessuno mi risponde direttamente. Ho un brutto nome? Forse dovrei rinominarmi francescocamp? Scherzo naturalmente :-)
    Volevo solo dire un’ultima cosa a conferma di quello che dice Folletto che qui non si parla di contenuti ma di forma. Se i barcamp avessero nomi del tipo “romagnabarcamp”, “romebarcamp”, ecc. allora il problema non si porrebbe. Fatto sta che si chiamano cose del tipo romagna-camp, rome-camp e cioè vengono caratterizzati dal suffisso camp. E’ qui che nasce il problema e chiunque utilizzi questo suffisso nel nostro contesto senza volersi riferire ad un barcamp o è uno sprovveduto o sotto sotto ci marcia, secondo me. E scusate la mia nota mancanza di tatto.

    E finalmente, usciamo dalla polemica e facciamo qualche proposta.
    Propongo una accorpazione dei prossimi barcamp. Sono tanti, troppi. Anche quelli più interessanti vedono pochi partecipanti e ancor meno interventi. E allora perché non mettere da parte, una volta tanto, l’italico individualismo e non unire le forze? Io non c’entro con nessuna delle organizzazioni, ma a quelle proporrei di unirsi. Fare un solo barcamp veramente forte. Con un po’ di buona volontà si potrebbe fare. Ho seguito un po’ l’organizzazione di un grande barcamp negli USA (quello di jQuery) e quello che ho visto è che man mano che chi proponeva veniva a sapere di ciò che già c’era, trovava un modo per unire le forze. E lì stiamo parlando di cose che possono avvenire a San Francisco, come a New York, a migliaia di chilometri di distanza. Noi, stiamo tutti stretti stretti…

  6. @Livia

    ok, let’s keep it light and ironic then and let’s abandon these obscure tones. I think they already got your and our point, there’s no need in adding more misinterpretable material.

    looking forward to seeing you in Castellello,

    Mike

  7. @Livia

    ps: i hope you weren’t hinting about having been ironic yesterday anyway, because claiming that you wasn’t actually touched by those words would simply be like a “throwing a peeble and hiding the hand” kind of thing in my opinion, but i’m sure i’m wrong because you are surely big enough to take your responsibilities for this (positive) mayhem :D

  8. Non ci siamo, Mike.
    Io mi riferivo al commento di MCC al quale io ho risposto di non essermi offesa, visto che sono abbastanza grande da capire se uno mi offende o meno. Mi pare chiaro che agli occhi di qualcuno io possa essere una parvenue :)
    Riguardo al resto, non credo di essermi contraddetta: ho solo precisato che in ogni caso qui non si parla solo del MarketingCamp ma anche del SecurityCamp.
    Penso di aver espresso con chiarezza e più volte il fatto che mi riferisco alla forma e non ai contenuti degli eventi di MCC.
    L’ho ripetuto fino alla nausea :)

    Ti chiedo per favore di non scrivere in inglese, visto che questa è la versione italiana del blog. Grazie :)

  9. @Livia

    “but i’m sure i’m wrong…”

    e comunque l’inglese era funzionale per rivolgermi piu’ direttamente a te, evitando ulteriori discussioni aggiunte, ma rileggendomi mi sa che ero anche un pò snervato per i cazzi miei in quel momento, cose che capitano. :)

    @Luca Sartoni

    non so, mi pare “hikari”.

    :)

    ps: non voglio ricominciare una polemica, quindi nota bene che l’ho detto con ironia per rispondere alla tua domanda ironica.

    GREETINGS,

    Mike

  10. Pingback: Lifesharing » Blog Archive » La casa degli “Indigeni Digitali”

  11. Avete tirato su un bel casino qui. Ok visto che mi piace giocare a campo minato, mi tuffo anche io nella mischia e lascio i miei 2 cents.
    Premetto che i post come i commenti sono sepre deboli come mezzo di comunicazione perché mancano del tono e del supporto visivo. Gli emoticons sono un work around proprio per supplire a questa mancanza :-(
    Perciò è elevata la facilità di essere poco capiti o fraintesi.

    Se non avete voglia di leggere non siete obbligati, saltate al prossimo capitolo ;-P

    Ecco ora che mi sono parato il culo ;-) e se non vi siete addormentati vorrei dire la mia.

    Primo: Leggendo i vari commenti ho imparato molto e in alcuni casi mi sono anche divertito. Grazie! chissà perché poi uno dice che internet è meglio della televisione.

    Secondo: A mio modo di vedere (e qui ovviamente rappresento solo me stesso) la forma è contenuto. In alcuni casi questa cosa è importante ed in altri un pochettino meno. Perciò se un determinato sport si chiama calcio una sua variazione sul tema si chiama calciotto o calcetto se a cinque. Attenzione l’esempio calza fino ad un certo punto. Se mi siedo ad un tavolo per giocare a poker e poi gli altri mi gridano scopa e non si riferiscono alla mia vita sessuale vuol dire che ho sbagliato tavolo o che mi hanno informato male. La cerimonia del tè poggia il suo valore sulla cerimonia mica sul fatto che alla fine si beve un bevanda calda. Tornando al tema della discussione se una cerimonia o un protocollo ha un determinato nome BarCamp è più corretto usare qul nome solo per quella determinata attività.

    Terzo: bisogna però fare i conti con il fattore culturale e le abitudini del paese in cui si diffonde un fenomeno. Esiste un organizzazione centenaria nata negli USA come ritrovo informale per industriali che una volta giunta in Italia è stata fatta diventatare un’ onorificienza nobiliare che doveva a tutti i costi essere data anche al re d’italia e al duce.
    Mi pare quindi ovvio (purtroppo o a ragione )che si tende a modicare e localizzare qualcosa che non è autoctono come il BarCamp. Negli USA esistono motivi
    culturali e religiosi che facilitano l’informalità (interviste bare foot,open space, religioni comunitarie senza prete di mezzo) da noi la contrario certe cose sono viste molto male, sono americanate pure quando tutti i giorni usiamo google, perché abbiamo una cultura più verticistica e ossequiosa del potere (NESSUNO SI OFFENDA, PARLO IN GENERALE) e da noi perciò non si osa perché non si può. Le novità che vengono dagli USA se proprio non se ne può fare a meno si modificano si adattano così quelli… il potere analfabeta e geloso dei propri spazi lo digerisce meglio.

    Adesso se non siete tuttoi morti o avete cambiato canale potete sparare ;-)

  12. salve,
    mi chiamo al e sono un semplice navigatore, nè indigeno nè esploratore, direi un “oriundo”
    volevo senza alcun titolo (non ho mai partecipato a barcamp) dire la mia sulla questione linguistica.
    Si parla tanto di web semantico ecc., è credo che non sia una questione marginale….
    Per non prolungare la questione in termini ideologici e farla diventare una crociata dove è facile essere fraintesi e offendersi inutilmente, vi suggerisco di proporre al MCC di non cambiare (sarebbe inutile) ma modificare il nome in:
    Marketing-camp
    MarketingKamp
    Marketing*camp
    (mi verrebbe da dire: avanti con le proposte)
    Penso infatti che, posta la sicura buona fede, sarebbe cosi fatto salvo il “logo” Camp e il MCC non dovrebbe rifare tutti i 40 inviti ;-)

  13. Mi eroperso questa sterminata discussione che devo dire mi diverte!
    Marco ha chiamato una tavola rotonda Camp perché fa figo, la cosa mi sembra più che ovvia e nulla di quello che ci ha detto qui o altrove va in una diversa direzione…

    bob

  14. salve,
    scrivo queste due righe per chiedere alla padrona di casa, se il suo è un blog pubblico o privato…
    infatti, ho fatto nella giornata di ieri un intervento in questa discussione, + volte e non è stato pubblicato!
    Chiedo se è stato oggetto di censura o è occorso un problema tecnico, grazie

  15. Ciao Al!

    Ho controllato i commenti per vedere se per caso i tuo fosse finito nello spam e infatti l’ho trovato lì. L’ho prontamente ripristinato.

    Grazie per la segnalazione :)

  16. Pingback: Il ManageCamp e la frustrazione del blogger nostrano… - Marco Camisani Calzolari

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